Giove, il Re dei Re

Per lungo tempo si è creduto che la Stella di Betlemme fosse una cometa apparsa per indicare la strada agli astrologi orientali conosciuti come Re Magi che partirono ispirati dall’evento celeste e alla ricerca del Re dei Re. Recenti analisi, tuttavia, smentiscono questa ipotesi individuando la vera guida nel pianeta Giove.


Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: "Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella (tòn astéra en têi anatolêi) e siamo venuti per adorarlo. -- Matteo, II:1-2
Dal tempo della presunta nascita di Gesù, la tradizione ha ritenuto che la stella inseguita dai Re Magi fosse una cometa, una stella passeggera voluta da dio per indicare la strada agli adoratori del nuovo Re. Eppure, la storia potrebbe essere del tutto diversa.

Innanzitutto è bene sottolineare che i misteriosi Re Magi altro non erano che astrologi orientali alquanto ferrati nella materia, il termine greco “μάγοι/magoi” – derivante dal persiano magÅ«sh e dall’'accadico magÅ«shu - indicava appunto gli studiosi del cielo tanto che nel periodo romano il termine “caldeo” (cioé proveniente dalla Caldea, zona meridionale della Mesopotamia e patria dei Magi) fu sinonimo di astrologo. Lo studioso tedesco Ludolfo di Sassonia, nel 1378, ci tiene a sottolineare:

I tre re pagani vennero chiamati Magi non perché fossero versati nelle arti magiche, ma per la loro grande competenza nella disciplina dell'astrologia. Erano detti magi dai Persiani coloro che gli Ebrei chiamavano scribi, i Greci filosofi e i latini savi.
La sovrapposizione simbiotica fra astrologo e mago/magio appare confermata dal fatto che il futuro Re dei Re non poteva di certo accettare le offerte di sovrani dediti a consuetudini esecrande come la magia. Inoltre, come confermano alcuni vangeli apocrifi, i Magi seguirono una stella e non il vaticino di qualche strano essere sovrannaturale evocato per magia. Chiarita la natura dei Magi, passiamo alla stella cometa.

Nella tradizione astrologica antica come anche in quella postuma, le comete erano considerate omina di cattivo auspicio, solitamente annunciatrici di pestilenze e guerra. Ãˆ arduo supporre che i Magi abbiano deciso di inseguire una cometa convinti che stesse annunciando la nascita di un grande re. Pertanto è doveroso e logico cercare nel periodo il segno celeste che potesse realmente indicare tale nascita e per la sua peculiarità fosse stato confuso dal popolo ignorante come una stella cometa, una stella con la coda.

Sfogliando le effemeridi e ritornando indietro di 2000 anni, fra l’anno 2 e il 3 prima della nascita di Cristo, in cielo, si sono avvicendati svariati fenomeni astronomici di portata molto rara, a cominciare dalla congiunzione di Giove con la stella fissa Regulus, “il Re”. Quanti si intendono anche superficialmente di astrologia o almeno astronomia e mitologia, sapranno che Giove è la divinità suprema del pantheon romano e prima ancora greco (Zeus), in altre parole il re degli Dèi. 

Astronomicamente, Giove, è il pianeta più grande del sistema solare e fra i più luminosi, per questo motivo fin dall’antichità è stato associato con la regalità specialmente ispirata dal divino come dimostrano i suoi segni di domicilio, il Sagittario e i Pesci.
Congiunzione Giove-Regulus 14/9/0003 a.C.

α Leonis, la stella più brillante della costellazione Leo o Regulus come la nominò Copernico ricalcandone l’antico nome latino Rex e quello greco tolemaico Βασιλίσκος, a sua volta derivante dal nome persiano Venant e da quello babilonese Sharru, è da sempre la “Stella del Re” ovvero la stella che indica le nascite regali. Pertanto è assolutamente probabile che la congiunzione fra Giove (il Re degli Dèi) e Regulus avesse indicato agli astrologi del tempo la nascita di un potentissimo re. Fra il 3 e il 2 a.C., Giove si congiunse a Regulus per ben tre volte (settembre, febbraio e marzo) ponendosi dinanzi come in una specie di occultazione tanto che l’alone luminosissimo della stella sembrò apparire come una corona attorno al pianeta, la corona del nuovo re.


Rappresentazione artistica della congiunzione fra Giove e Regulus. La stella è raffigurata secondo la grandezza propria e non apparente come vista dalla Terra, un’illusione ottica che permette l’occultazione da parte di Giove, invero, molto più piccolo.

Tuttavia, il racconto evangelico parla di una stella che si mosse nei cieli fino a Betlemme dove si fermò indicando la dimora del nuovo re. Giove, per quanto brillante possa essere, nel suo transito oltre Regulus, non poteva essere scambiato sempre per la stessa stella, se non altro per il cambiamento di magnitudo. Continuando a sfogliare le effemeridi, notiamo che sempre in quell’anno oltre alla rara congiunzione con Regulus, Giove intrattenne svariati altri sodalizi coi pianeti allora conosciuti. Poco prima della prima congiunzione con la stella regale, il titano cosmico si congiunse a Venere, un altro pianeta molto luminoso tanto che venne ritenuto una stella dagli antichi. La congiunzione con l’astro dell’amore ritornò nel giugno del 2 e precedette la congiunzione con Marte, ad agosto. Ora, è facile capire che tutti questi pianeti si trovassero nello stesso segno considerando che Giove impiega un anno per oltrepassare un segno. Rullo di tamburi.

Il segno che vide il transito di quasi tutti i pianeti conosciuti al tempo, eccetto Saturno, è proprio il quinto, il segno della regalità per antonomasia, il Leone. In realtà, oltre a Saturno anche il Sole non si trovava nel segno del Leone ma ad appena pochi minuti del segno della Vergine che segue il Leone, riunendosi comunque alla danza luminosa dell’ammasso planetario.

 
Posizione dei pianeti per il 27 Agosto 0002 a.C. Al tempo la costellazione Leo e il segno del Leone coincidevano . Urano, Nettuno e Plutone, insieme agli asteroidi, non erano conosciuti pertanto la loro posizione non era presa in considerazione. La Luna, nel grafico, è agli ultimi gradi del Cancro, la carta è settata per la mezzanotte del 27 ma intorno alle 6 avrebbe raggiunto i compagni in Leone.

Da ciò deduciamo un indizio importantissimo per riconoscere in Giove la stella cometa. I Magi seguirono non una stella cometa ma Giove congiunto ai pianeti inferiori che ad un osservatore terrestre apparve come una stella doppia o più luminosa del solito transitante in cielo. Al tempo della prima congiunzione Giove-Venere, i due Benefici dell’Astrologia, la coppia sorgeva ad est prima del Sole confermando quanto riportato dall’evangelista. Dal punto di osservazione dei Magi, infatti, la congiunzione sembrava puntare proprio la Giudea, posizione che convinse i tre re-astrologi ad iniziare il viaggio. La descrizione del protovangelo di Giacomo (XXI:2-3) è ancora più chiara:

Dissero i Magi: - Abbiamo visto una stella grandissima, che brillava tra queste altre stelle e le oscurava, così che le stelle non si vedevano, e noi per questo abbiamo capito che un re era nato per Israele e siamo venuti ad adorarlo. I Magi se ne andarono. Ed ecco la stella che avevano visto in oriente li precedeva finché giunsero alla grotta, e si fermò in capo alla grotta. Ed i magi videro il bambino con sua madre Maria e trassero fuori della loro bisaccia dei doni: oro, incenso e mirra.
Anche Matteo sostiene che la stella si fermò sul luogo dove si trovava il nuovo re:

Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Matteo, II:9
È difficile immaginare una stella che improvvisamente si arresta nei cieli, eccetto se mettiamo in conto il prodigio divino (!) Ma riflettendo bene sul moto di Giove in quel periodo possiamo ipotizzare e spiegare anche questa descrizione.

Il 25 dicembre 0002 a.C, Giove si trovava nella fase stazionaria ovvero la fase in cui qualunque astro appare immobile nel firmamento per via di un’illusione ottica, rimanendoci per una settimana per poi assumere il moto retrogrado. Potrebbe essere lo stazionamento di Giove la spiegazione popolare dell’immobilità della stella? Un altro interessante elemento è la posizione di Giove ovvero sul grembo della figura femminea che forma la costellazione Virgo (la Vergine), sottolineando il simbolismo e la tradizione che vuole il salvatore nato da una vergine.

Da questa analisi, inoltre, risulta chiaro che la nascita di Gesù non è da collocare a dicembre bensì a marzo, come riporta una lunga letteratura astrologica antica. Il 25 dicembre potrebbe essere il giorno in cui arrivarono i Magi coi doni, guidati da Giove, tra l’altro, abbiamo svariate testimonianze che raccontano del ritardo dei tre astrologi dovuto a diversi problemi logistici.

La costellazione Virgo. Giove si trovava esattamente fra Porrima e Zaniah.

Sembra scontato escludere l’ipotesi che identifica la stella cometa nella cometa Halley, transitante in quel periodo. Come ho suddetto, le comete possiedono in astrologia un significato che ha poco da spartire con le nascite regali. I Magi, qualunque sia la verità del racconto evangelico, seguirono realmente una stella luminosissima ma si trattava di Giove congiunto a Regulus, Venere, Mercurio e Marte. Una serie di eventi astronomici che probabilmente hanno stimolato la fantasia del tempo, forse, ispirata dalla moltitudine di profezie provenienti proprio dall’Oriente, patria dell’astrologia. Se i Magi abbiano in definitiva trovato il Re dei Re, questa è un’altra storia.
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