Saturno in Capricorno: Time is running out

Il Grande Malefico, da poche ore, ha abbandonato il cosmopolita Sagittario per ritornare a casa dopo un viaggio lungo trent’anni. Dopo tre anni trascorsi all’insegna della riflessione forzata, il pianeta nero ci promette una tripletta di organizzazione e riordino delle faccende lasciate in sospeso.




Abbiamo tutti sperimentato, in un modo o nell’altro, gli effetti del triennale transito di Saturno in Sagittario. Nell’articolo sul precedente transito abbiamo visto come il passaggio del Grande Malefico nel nono segno zodiacale abbia smosso le acque paludose degli affari sociali ed internazionali puntando su una politica di tagli e restrizioni volta a smascherare gli sciacalli appostati nei luoghi della morte. Di morte si parla quando la lente astrologica si ferma sul “Signore degli Anelli” del corteo planetario, una morte spesso simbolica che ha la virtù di lasciare spazio al nuovo.



Il Sagittario, si sa, non è certamente un segno saturniano. Governato dal fulminante Giove, risponde al pessimismo saturniano con una buona dose di entusiasmo ed allegria anche in situazioni che richiederebbero serietà e inflessibilità. Mitologicamente, Saturno e Giove rappresentano la battaglia atavica di padre e figlio per il possesso del potere; una battaglia che in tempi mitici, ha visto prevalere il secondo attraverso una serie di escamotage che simbolicamente hanno collaborato alla fondazione della realtà attuale. Una danza di simboli, dunque, si muove nel cielo anche quest’anno. Il minimo comune multiplo del transito in Sagittario è stato sicuramente il repentino rarefarsi delle possibilità d’espansione in ogni settore. Lo sforzo titanico di arrivare a fine mese, la fatica erculea di tenere a galla un’attività vessata dalla tassazione, il bisogno di isolarsi e meditare sul futuro, il ritorno alle origini spirituali e la paura, presto trasformatesi in fobia, del nemico invisibile pronto a detonarsi, sono alcuni dei tanti effetti del precedente transito. Il cielo, per tre anni, ha dovuto fare a meno dell’ottimismo sagittariano preferendo un’azione più realista ma al contempo raggelante.

Il primo anno di permanenza (2015) ha riportato in auge l’importanza del passato e dei limiti dell’umanità attraverso svariati “rimproveri” dalla genitrice universale, Madre Natura. La serie di catastrofi ambientali di questo periodo è rimasta così impressa nella mente collettiva che non è necessario soffermarci. È importante, invece, ricordare gli sforzi, spesso dimenticati, dell’uomo per l’espansione di sé stesso come ente in un universo infinito («Non saranno rari i viaggi volti alla scoperta della nostra storia stellare, delle nostre origini primordiali. A livello personale ci sentiremo privati di quel senso di ottimismo ed intraprendenza che ci renderà più realisti e pratici nelle questioni quotidiane, sviluppando un senso critico a volte cinico»). Il 16 gennaio 2015, ad esempio, dopo 11 anni di ricerche, la telecamera della NASA Mars Reconnaissance Orbiter rintraccia i resti del lander Beagle 2 su Marte, perduto nel 2004. Non finisce qui. L’11 giugno 2015, Samantha Cristoforetti torna sulla Terra dopo 200 giorni nello spazio e il 14 luglio, la sonda spaziale statunitense New Horizons raggiunge Plutone. La tenacia e la persistenza saturniana unite all’espansività e alla curiosità gioviana sono perfettamente rappresentate dall’astronauta italiana che nella sua impresa eroica dimostra quante risorse sono contenute in quel piccolo granello atomico chiamato essere umano. Il primo decano toccato dal transito di Saturno è stato quello gioviano. Il “big one” del cast planetario domina oltre che sulla ricchezza anche sulla religione come istituzione («ma un’altra sfera interesserà il primo passaggio di Saturno; la religione, infatti, ritornerà ad una concezione primitiva e restrittiva della realtà, ponendo l’accento sulla privazione e il sacrificio. Il riavvicinamento alle istituzioni religiose, specialmente cristiane in quanto sagittariane, sarà promosso dalla volontà di reagire a qualcosa di incombente piuttosto che da un impeto spirituale»). Il viaggio apostolico di Papa Francesco, iniziato nel 2013 con Saturno in Scorpione e riproposto durante la breve retrogradazione nell’ottavo segno, si pone come pistola fumante del transito. Non è un caso che il bianco Bergoglio abbia lasciato la caotica America e l’etero territorio asiatico come meta per il 2015, inconsapevole o meno dell’assistenza planetaria del suo riflesso speculare. Come per le catastrofi naturali, è inutile elencare la miriade di attentati a sfondo teocatrico di quest’anno, uno per tutti Charlie Hebdo.

Il secondo anno (2016) ha interessato il decano del Sagittario dominato da Marte. Il pianeta rosso, come abbiamo detto più volte, governa lo sport, gli scontri, lo spargimento di sangue ma anche la guida («l’azione del Grande Malefico potrebbe svilupparsi nell’ambito della competizione con manifestazioni aggressive negli apparati sportivi o con scandali relativi agli sport maggiormente diffusi. Il periodo sarà caratterizzato da una chiusura o restrizione degli affari diplomatici, da una lentezza negli spostamenti e da un calo del turismo. Al contempo potrebbe svilupparsi un forte senso nazionalista le cui radici affonderanno nella riscoperta delle proprie tradizioni, della propria lingua e dialetto e delle caratteristiche sostanziali di una cultura specifica»). In effetti, nel 2016, abbiamo assistito all’esacerbarsi degli scontri verbali e fisici. In ambito sportivo, dagli scontri di Marsiglia a quelli marocchini fino al richiamo della Russia all’Euro 2016 e allo scandalo dei Panama Papers e della FIFA, Saturno in combutta col collega Marte ha appiccato la miccia della rabbia repressa. La stessa si è riversata attraverso i nuovi canali di comunicazione col legittimarsi della categoria degli haters, sadicamente organizzati e consigliati dal pianeta nero. Ma il decano marziano non si è fermato allo sport. Il 6 gennaio, la Corea del Nord mette a punto la bomba ad idrogeno causando varie scosse telluriche; il 3 febbraio viene scoperto, in Egitto, il corpo di Giulio Regeni ed in cauda venenum Istanbul, Bruxelles, Berlino, Nizza, Dacca, Monaco di Baviera e molte altre città sono state piegate dal nemico terroristico. In relazione all’aspetto automobilistico di Marte, il 2016 ha visto concludersi la lunga epopea dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria mentre Saturno ha dato un colpo decisivo allo scandalo Volkswagen.

L’ultimo anno di permanenza di Saturno in Sagittario (2017) ha visto come protagonista l’ultimo decano del segno dominato dal Sole («sarà l’anno in cui Saturno interverrà in maniera più incisiva sulla sfera religiosa intesa come istituzione e non come strumento di evoluzione spirituale. Saturno utilizzando la virtù della praedicatio sagittariana, come descritta da A. Marchesi, porterà le istituzioni cristiane a rettificare parte dell’apertura verso argomenti scottanti e delicati. Si opterà per un ritorno alle origini»). Nell’astrologia mondiale, il Sole rappresenta i governanti e i capi che nel caso del cattolicesimo sono incarnati istituzionalmente dal sommo sacerdote di bianco vestito. Eppure, nemmeno l'acuto Bergoglio è riuscito a contrastare il ritorno alle origini. Nel luglio del 2017, infatti, un gruppo conservatore ha siglato e inviato all’attuale papa la ormai celebre Correctio filialis in cui è stato accusato di aver diffuso un’eresia durante il suo pontificato. Naturalmente, il documento si riferisce alla politica mediatica e d’apertura di papa Francesco nei confronti dei reietti del cattolicesimo, una politica che Saturno non ha digerito. Gli eventi religiosi del 2017 sono molteplici e straordinariamente in linea col transito, non ultima la volontà del presidente americano Trump di eleggere Gerusalemme come capitale della Palestina.
Questo è solo un breve riassunto degli eventi più scottanti del transito che dimostra quanto il meccanismo astrologico viaggi sulle rotaie della precisione.



Saturno, settimo pianeta del corteo planetario, è stato da sempre etichettato come il “porta sfighe” dell’Astrologia. Gli epiteti degli antichi non sono rincuoranti, da Grande Malefico a Mietitore, il pianeta anellato non ha potuto fare altro che realizzare tale anatema. Questa visione pessimista di Saturno ricorda, con le dovute eccezioni, la sorte toccata alla tredicesima lama dei Tarocchi, la Morte, che nei primi mazzi era priva di titolatura. Lo stesso discorso può essere fatto per il dio greco Ade che non possedeva templi né veniva nominato o invocato per timore di attirarne l’attenzione. Insomma, per l’uomo, la morte è sempre stata un argomento da tenere a debita distanza. Paradossalmente, né Saturno, né la lama della Morte, né Ade possono essere sintetizzati e ridotti all’esclusivo concetto di morte. Liz Greene è molto chiara a tal proposito,

Saturno simboleggia sia un processo psichico che una qualità o genere di esperienza. Non è meramente un rappresentante del dolore, della restrizione e della disciplina ma è anche un simbolo del processo psichico, naturale in tutti gli esseri umani, dal quale un individuo può utilizzare l’esperienza del dolore, della restrizione e della disciplina come un mezzo per raggiungere una consapevolezza ed una realizzazione maggiore. La psicologia ha dimostrato che esiste nella psiche individuale, un motivo o impulso verso l’interezza o la completezza. Lo stato di interezza è simboleggiato dal cosiddetto archetipo del Sé. Il simbolo non sembra suggerire l’idea della perfezione, in quanto sono incorporati in essa solo gli aspetti “buoni” della natura umana ma invece suggerisce l’idea della completezza in cui ogni qualità umana ha un posto specifico ed è contenuta in maniera armoniosa al tutto. (…) Saturno è connesso al valore educativo del dolore e alla differenza fra valori esterni – che sono acquisiti dagli altri – e valori interni – che dobbiamo scoprire all’interno di noi stessi. Il ruolo di Saturno come la Bestia è un aspetto necessario del suo significato, perché come raccontano le favole, solamente quando la Bestia è amata di per sé può liberarsi dall’incantesimo e diventare il Principe.
Liz Green, Saturn: A new Look at an Old Devil, 1976, p. 10.
Il «valore educativo del dolore» è la chiave di volta per decifrare l’influsso saturniano. Il pianeta nero è indubbiamente un promotore di prove ma tali prove non devono essere interpretate come mera sfortuna bensì come passi indispensabili per raggiungere quanto prefissato. La Bestia, rinchiusa in un castello oscuro e tetro, nasconde sotto la corazza di ghiaccio un Principe. Il parallelismo è davvero illuminante, in quanto, consapevolizzando la lezione saturniana abbiamo la possibilità di cambiare le sorti dell’apparente sfortuna. Il transito in Sagittario ci ha dimostrato che sotto la coltre di frustrazione e malasorte incontrata durante i tre anni è celata l’opportunità di un riscatto duraturo. L’astrologo francese Barbault getta altra luce sull’arcano saturniano,

Un’altra caratteristica comune a Saturno e alla melanconia è il ricorso al significante primordiale del Destino. Freud stabilì un rapporto privilegiato tra le pulsioni d’auto conservazione (istinto di conservazione) e la morte, nel senso che quella assicurerebbe all’organismo il ritorno all’inanimato, al non vivente che precederebbe il vivente. La pulsione di morte si esprime in una spinta del vivente a ritornare all’assenza di vita. E con un tal passaggio vede la personalizzazione del Super Io riferita al Destino che, solo, può dare senso a una simile passione per la morte. Si conosce il contributo apportato da Saturno, quando è dissonante con il Sole, all’indurimento dell’Io. Addirittura in risonanza col mitico retaggio di un peccato originale che incapsula l’essere in un senso di colpa gravato dal senso della fatalità da cui procede l’implacabile intervento del destino.
André Barbault, Universo Saturniano, 2011, trad. E. Barillà.
Citando Freud, Barbault riprende il concetto psicoanalitico del ritorno all’inanimato, rappresentato da Saturno. Secondo il padre della psicoanalisi, infatti, la materia tenderebbe allo stato iniziale, alla stasi, all’inanimato, alla morte dove la vita è una trasgressione a tale legge. Il simbolo della morte sarebbe, perciò, un retaggio di tale stato originario col conseguente sopraggiungere del fatalismo, ancora una volta sotto il dominio del pianeta nero. Da ciò è semplice capire che perdendo di vista le potenzialità di Saturno come agente originario dal quale è fiorita la vita, perdiamo anche lo sprone a vivere realizzando la maledizione dell’inanimato. Il transito in Sagittario ha dimostrato quanto tale associazione fosse azzeccata. Molti hanno risentito della mancanza dell’ottimismo gioviano sprofondando nel pantano del pessimismo fatalista e della depressione. Piegati dai sensi di colpa del peccato originale, hanno cercato la spiegazione del momentaneo rallentamento nel naturale quanto normale atteggiamento umano, richiamando dall’inconscio collettivo l’inquisitore divino pronto a punire il bambino cattivo. Il Destino, citato da Barbault, è perfettamente rappresentato da Saturno nella veste di Mietitore, nell’aspetto malefico. D’altronde, il Destino non è altro che un’assenza di possibilità, una stasi vitale, un congelamento delle aspettative e della voglia di fare che si traduce in un copione preconfezionato e deresponsabilizzante.



Nell’articolo precedente abbiamo detto che Saturno in Sagittario ha mostrato il lato malefico perché peregrino. La peregrinazione è una debilità molto pesante, in quanto, il pianeta si trova in una porzione zodiacale priva di elementi che possano amplificarne le virtù. Il discorso è diametralmente opposto nel caso del transito in Capricorno.

Il decimo segno, infatti, è il domicilio (domus, casa) primario di Saturno, seguito dal secondario in Acquario. L’assegnazione non è casuale né arbitraria ma segue una concatenazione di simbologie ed osservazioni che l’astrologo duecentesco Guido Bonatti non dimentica di spiegare,

Perché il Capricorno e l’Acquario sono i Domicili di Saturno? Proprio come il Sole e la Luna sono più brillanti, splendenti e pieni di luce rispetto agli altri corpi celesti e la loro luce è maggiormente percepita rispetto agli altri corpi supercelisti ed è più manifesta che la luce di qualunque altro e perché i luminari sono in Fortunae augmentante, così l’oscurità di Saturno è vista in maniera più oscura e triste rispetto agli altri corpi celesti e peggiore rispetto agli altri malefici oltre che più distruttiva. In quanto la luce e lo splendore sono direttamente contrari all’oscurità e viceversa, i luminari simboleggiano lo splendore, la luce e la chiarezza mentre Saturno indica l’oscurità, per tale ragione i loro domicili sono opposti in linea diretta. Questa è la ragione per cui il Capricorno e l’Acquario furono assegnati a Saturno come suoi domicili. Parimenti, il Capricorno e l’Acquario sono domicili oscuri perché quando il Sole è in essi, l’aria è più oscura e più lontana dalla purezza. Questo accade principalmente quando il Sole è in Acquario perché c’è il culmine e la fine del freddo invernale.
Guido Bonatti, Liber Astronomiae, 1277, VI.
La natura fisica di Saturno come pianeta lontano dal Sole e quindi freddo ed oscuro, lo pone nella lista dei “malefici” ovvero dei pianeti che per costituzione fisica e simbolica tendono ad esprimere il lato distruttivo della loro forza. Il secondo malefico, “il piccolo malefico”, è Marte ma per una ragione opposta, cioè perché troppo caldo. Ad ogni modo, è ingenuo considerare tale malevolenza in maniera letterale, adducendo a Saturno un effetto esclusivamente distruttivo. A tal proposito, Morin è lapidario,

Non si può dire propriamente che i pianeti siano buoni o cattivi per l’uomo, al massimo sono benefici o malefici. La bontà o malevolenza, nello specifico, può essere usata solamente in riferimento all’essenza o all’uso morale, però nessun pianeta è essenzialmente e moralmente malefico, posto che tutti sono essenzialmente buoni. Inoltre, l’uso morale del male è tipico solamente delle creature libere, cosa che non sono i pianeti. Al contrario, la bontà o malevolenza si riferisce, nelle proprietà, ad una causa efficiente ed influenzante. Pertanto, posto che tutti i pianeti sono cause efficienti rispetto all’uomo che influenzano, entro la misura nella quale influenzano bene o male, si parlerà di benefici o malefici. O, al massimo, di buoni e cattivi per influenza.
Jean-Baptiste Morin, Astrologia Gallica, 1661, XIII:3,5.
L’astrologo francese è abile nel centrare la questione. La malevolenza di Saturno non deve essere considerata in senso morale come se fosse il Male o addirittura volutamente causa del Male. Il concetto di Male è esclusivamente una congettura filosofica ed etica che coi pianeti ha poco da spartire. Al contrario, la malevolenza dei malefici è una condizione sine qua non gli stessi non possono manifestarsi. A priori, interpretata come dannosa ma a posteriori ritenuta indispensabile. È importante tenere a mente questo concetto in quanto fondante del transito di Saturno. Tra l’altro, l’intuizione dell’opposizione fra luminari (Sole e Luna) e controluminari (Urano e Saturno) sarà ripresa con successo da Lisa Morpurgo.

Il Capricorno, pertanto, è la prima casa del pianeta in cui Saturno esprime le sue virtù perdendo l’alone “demoniaco” visto in Sagittario. Non è un caso che i nativi del Capricorno presentino tutte le caratteristiche del pianeta dal conservatorismo alla rigidità. Evangeline Adams precisa,

La mente del Capricorno è molto conservatrice. Funziona a scompartimenti, anche se costantemente in azione, raramente si muove fuori dal sentiero battuto. La sua idea sembra essere perfettamente vera in un vasto senso spirituale senza calcolare il tempo in termini di secoli ordinari. Questa idea è che l'ordine dell'Universo sia immutabile ed eterno. Vive nel presente, eppure agisce per molti aspetti come il nativo del Cancro che fonda le sue idee di base sul passato. Il Capricorno sa che acquisire nuove attitudini è molto difficile, che è molto più facile procedere all'interno delle forme esistenti che inventarne di nuove, che è molto più semplice fare appello all'autorità piuttosto che testare la proposta con l'esercizio della ragione.
Evangeline Adams, Your Place in the Sun, 1927, 151.
Da questa descrizione del Capricorno possiamo comprendere quali effetti eserciterà il transito. Il ritorno alle origini, alle politiche passate, agli stratagemmi conosciuti e rassicuranti sarà una costante dei prossimi tre anni. La stagnazione degli anni precedenti impedirà e scoraggerà l’intraprendenza e l’originalità voluta da Urano in Ariete che durante il 2018 emulerà Saturno abbracciando un altro segno di terra, il Toro. Tuttavia, questa nostalgica restaurazione dei vecchi metodi darà i suoi frutti. Saturno in domicilio favorirà la lucidità ottimale per affrontare con serietà ed ordine gli ostacoli attuali. Non è da escludere che l’attuazione di tale progetto richieda un “atto di forza” come suggerisce Alan Leo,

Saturno in Capricorno corrisponde all’aspetto attivo di Saturno attraverso il segno cardinale del Capricorno. L’influsso di Saturno è molto forte in questo segno perché accorda amore per il potere e dominio sugli altri anche se talvolta predispone all’isolamento e alla tendenza ad emarginarsi ed imporsi molte limitazioni. Favorisce tutti coloro che desiderano servire e rende la Volontà servizievole quando l’oroscopo è armonioso. In questo segno, Saturno è il ponte fra l’individualità e il servizio, sia personalmente che individualmente. È il segno nel quale Saturno può con molta facilità accentuare le responsabilità esacerbando un forte senso del dovere in quanto favorisce gli ideali pratici.
Alan Leo, Saturn: The Reaper, 64.
Se da un lato l’ideale assume una forma materiale perdendo l’astrattismo nettuniano del Sagittario, dall’altro rischia di sclerotizzarsi in una dittatura ideologica e la questione palestinese potrebbe aver anticipato questo aspetto. Il nero saturniano, del resto, richiama senza troppi giri di parole il fantasma delle camice nere e dell’imposizione totalitaria di un’idea. Il fatto conclamato che Saturno agisca senza troppi sentimentalismi e tentennamenti, tagliando i rami secchi con la falce affilata, è un fattore paradossalmente benefico. Il transito in Sagittario, sebbene ci abbia colpiti intimamente, ha esacerbato l’apatia ideologica rendendoci spettatori più che protagonisti della nostra vita nel senso più ampio. Con l’avvento di Saturno in Capricorno, l’apatia lascerà il posto alla riorganizzazione, a volte forzata, della nostra esistenza servendosi della spinta alla sopravvivenza.

Saturno nei segni di terra si concentra sull’uso pratico del tempo, dello spazio e dell’energia (…) Saturno nei segni di terra deve lavorare lentamente e con molto sforzo e persistenza, per poter maneggiare e controllare fisicamente la forma, in parte dipendente dal forte fattore di resistenza relativo alla Terra.
Bil Tierney, Twelve Faces of Saturn: Your Guardian Angel Planet, 1997, p.22.
Lo sforzo, la tenacia e la resistenza saturniana saranno l’antidoto al congelamento. Anche fra le braccia della “morte”, Saturno può offrirci grandi possibilità. La situazione è molto simile a quella degli eschimesi che in una regione inospitale e gelida hanno mantenuto viva la fiamma della vita, adattandosi. L’adattamento è tipicamente saturniano anche se non deve essere scambiato col lassismo. Non è una vera e propria inazione ma attesa meditata, programmazione lucida e ponderata. L’utilizzo pratico del tempo è necessario alla riorganizzazione e nei segni di terra trova la sua massima espressione. Se in Vergine, dominata dal lontanissimo pianeta ipotetico Y, il tempo è vissuto in maniera quasi angosciante, in Capricorno si trasforma in un mezzo di rendimento e in un ponte fra il pensiero e l’azione. “Riorganizzare” significa anche mettere in primo piano la produttività e per farlo è necessario rivedere le proprie abitudini annullando quelle sterili e controproducenti. Il Capricorno è un robot stacanovista, la sua priorità è dominare o meglio controllare l’ambiente per la propria salvaguardia che ha poco di ambizioso rispetto al Leone. Il decimo segno si trova in un periodo dell’anno in cui la Terra si prende una pausa dalla produzione, pertanto, la parsimonia e l’organizzazione dei viveri diventa una attitude di vitale importanza. L’incosciente che sperpera durante l’inverno si ritrova affamato ed infreddolito. Il Capricorno teme questa fine e con ansia attua un programma preventivo finendo spesso nel gorgo della paranoia, della paura di rimanere senza viveri, di finire le scorte. Prima di attingere al magazzino, di sfruttare una sola risorsa economica, deve superare il tratto saturniano negativo che lo dissuade dallo spreco. Il transito, da questa premessa, ci costringerà a pensare come il Capricorno, ad agire con ponderatezza e riflessione, bandendo dal regno qualunque dilapidatore.



A livello mondiale, questa tendenza potrebbe essere metabolizzata in una politica di tagli ulteriori e controlli approfonditi sulle sfere più dispendiose, non senza qualche sacrificio. Nel corso del transito assisteremo a manovre impopolari ma in un certo senso “giuste”. Non sarà una scelta libera quanto una necessità imposta dalle circostanze. Nel 2019, ad esempio, la questione del sovrappopolamento e del controllo demografico potrebbe dominare i giornali come anche la tassazione sui beni immobili. Nel 2020, invece, l’anzianità e l’inquinamento, in seguito a qualche catastrofe, richiamerà l’attenzione.

Ciononostante, il transito di Saturno in Capricorno avrà effetti positivi sebbene mascherati da ostacoli e contrattempi. Il domicilio alleggerirà se non disinnescherà la malevolenza del pianeta come ci ricorda Doroteo di Sidone (Carmen Astrologicum, I:5) «Un malefico, s’è nel suo domicilio, la sua malevolenza diventa più leggera e diminuita. (…) Se è retrogrado in moto, c’è difficoltà [e] sfortuna nei nativi e negli altri». Lo stesso concetto è espresso da Antioco di Atene (Thesaurus, II:8) «Kronos (Saturno) si dice governi sulle questioni temporali, sulla fluidità e sul gelo. Quando è dignificato benefica i suoi nativi ed apporta un loro incremento. Quando è debilitato causa contrattempi».

È proprio durante la retrogradazione che Saturno può mostrare l’aspetto più distruttivo, anche se non paragonabile al precedente transito e sempre contestualizzato a posteriori. L’azione potrebbe concentrarsi a livello ambientale con carestie localizzate,

L’azione primaria di Saturno consiste nell’emanare freddo e produrre una certa siccità, in quanto pare essere il corpo celeste più lontano sia dal calore del Sole che dall’evaporazione terrestre. Si creano nuovi effetti quando Saturno, come tutti gli altri pianeti, forma aspetti con il Sole e con la Luna.
Tolomeo, Tetrábiblos, I:4, 3, Arnoldo Mondadori
Il 2019 sarà un anno da tenere d’occhio. Saturno transitando nel secondo decano del Capricorno incontrerà Plutone, già nel segno da parecchio tempo, che accompagnerà per il periodo restante. L’accoppiata potrebbe far scendere, come una Nemesi, la scure saturniana sugli ultimi esponenti della cleptocrazia o almeno su quelli giunti alla fine. Non mancheranno gli arresti, gli scandali e la chiusura protezionistica dei potenti, l’armamento nucleare e una recrudescenza della guerra contro la mafia e la delinquenza organizzata.
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